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Quando la coda c’è, ma è per curiosi

22 / 02 / 2019 22-02


Le code in autostrada in teoria non dovrebbero esserci. Ma. (c'è sempre un ma), a volte succede, per le ragioni più diverse. Nei tratti di cantiere per il completamento della terza corsia, ad esempio, dove la carreggiata si restringe e non c'è la corsia di emergenza è obbligatorio rallentare e dunque in quei punti si verificano di frequente congestioni. Quando c'è un incidente, soprattutto nel caso in cui siano coinvolti mezzi pesanti, il traffico si blocca fino a quando non viene risolto. Oppure nei weekend di esodo, quando ai caselli si resta incolonnati per un po', prima di prendere il biglietto. C'è un fenomeno, però, sempre più frequente noto come "coda per curiosi". Di che si tratta? È una coda formata da quegli automobilisti che, quando accade un incidente nella direzione opposta a quella in cui stanno marciando, cominciano a rallentare per dare un'occhiata all'accaduto. C'è chi addirittura pensa "bene" di fermarsi per scattare una foto e perché no postarla subito sui social. Forse ignari di quanto sia pericoloso, innescano spesso tamponamenti a catena che, anche quando sono lievi, richiedono comunque l'intervento dei soccorsi. Non solo fermare o rallentare bruscamente per dare "una sbirciatina" causa ulteriori congestioni, ma può anche intralciare l'operato di chi deve prestare aiuto (ausiliari alla viabilità, Polizia Stradale, Vigili del Fuoco, 118. carroattrezzi) a chi è coinvolto in un altro sinistro.



Fonti: http://www.stradadeiparchi.it/come-nascono-le-code/