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Ecointerventi in autostrada

05 / 06 / 2018 05-06


Prima si interviene meglio è. La rapidità è fondamentale per contenere i danni da sversamento in autostrada; quando accade un incidente, infatti, soprattutto se il sinistro vede coinvolti mezzi pesanti, una delle principali conseguenze è la fuoriuscita di gasolio dai serbatoi, gasolio che si riversa sull'asfalto ma anche, nei casi peggiori, nel terreno adiacente all'autostrada. Ripulire il più rapidamente possibile significa limitare i danni, evitando che il liquido inquinante penetri troppo in profondità. In questi casi, i primi ad arrivare sul posto sono gli ausiliari del traffico e il personale della manutenzione d'urgenza di Autovie Venete che, dopo una prima valutazione della situazione, comunicano al centro Radio Informativo l'entità dell'evento e le condizioni al contorno, affinché i tecnici addetti alla tutela ambientale, possano valutare le prime iniziative da intraprendere. Lo svuotamento completo dei serbatoi viene effettuato dagli operatori del soccorso meccanico o, in caso di fuoriuscita di gasolio o altre sostanze pericolose da cisterne, dai Vigili del Fuoco. Nel frattempo sull'asfalto interessato dallo sversamento o sul fondo del fosso vengono disposte panne o cuscini oleoassorbenti e materiali granulari con la stessa funzione. Autovie, nei casi di potenziale contaminazione dei terreni e della acque, si avvale di un'impresa esterna in grado di arrivare sul posto al massimo entro un'ora e mezza dalla chiamata. Le imprese che operano in questo ambito, sono autorizzate ad effettuare gli interventi di messa in sicurezza ambientale in emergenza e a trasportare il materiale asportato (pericoloso e non). Quando lo sversamento è molto elevato, infatti, diventa necessario rimuovere il terreno inquinato e trasferirlo in impianti di gestione autorizzati. Nell'area interessata viene poi trasportata una quantità di terreno vegetale certificato pari a quella prelevata, in modo da ripristinare lo stato dei luoghi. Nel 90 per cento degli incidenti con sversamento di sostanze pericolose, sono gli idrocarburi - generalmente gasolio - i liquidi che rischiano di contaminare il terreno o le acque. Questo perché, in caso di tamponamento o fuoriuscita dalla carreggiata di veicoli, sono proprio i serbatoi dei mezzi pesanti a presentare maggiore probabilità di rottura. Molto più rari, per fortuna, i sinistri a causa dei quali la dispersione nell'ambiente riguarda altri tipi di sostanze. Non esistono tempistiche standard negli interventi di ripristino ambientale: vale la regola che prima si fa meglio è, compatibilmente con le altre esigenze connesse alla salute e alla sicurezza delle persone. Il soccorso alle persone - quasi superfluo dirlo - ha la priorità assoluta, seguito dal "soccorso" all'ambiente. Il territorio, a seconda delle zone geografiche, presenta caratteristiche geologiche estremamente diverse, dalla permeabilità del terreno all'inclinazione, fino alla presenza di falde acquifere o corsi d'acqua superficiali ed è su queste caratteristiche che viene calibrato l'intervento. Se in due casi su tre, la messa in sicurezza in emergenza garantisce il ripristino delle condizioni ambientali precedenti allo sversamento, ci sono delle situazioni più complesse che richiedono invece l'avvio di una procedura ambientale e amministrativa più articolata, che prevede prima la caratterizzazione del sito ( ovvero la definizione della diffusione dell'inquinante e l'individuazione delle vie di propagazione potenziale), e successivamente l'analisi del rischio ambientale che significa la valutazione dell'incidenza, sulla salute dell'uomo e sull'ambiente, degli effetti degli inquinanti. In caso di necessità, a questo punto scatta anche la predisposizione di un vero e proprio progetto di bonifica.