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Auto "green" in Italia: quante, come e perché?

28 / 09 / 2017 28-09

Di tutte le auto elettriche immatricolate nel 2017 solo il 14% (175 auto da inizio anno) sono quelle intestate ai privati, il restante 86% invece è destinato alle società (1.070 auto da inizio anno). Lo conferma l'Anfia (Associazione Nazionale Filiera Industria Automobilistica) che ha elaborato i dati.
Il mercato delle auto elettriche vede il Friuli Venezia Giulia quasi in coda (37 immatricolazioni), mentre il Veneto viaggia su cifre più alte (109).
La regione italiana che conta più immatricolazioni di auto elettriche è il Trentino Alto Adige (350), al secondo posto c'è la Lombardia con 232 immatricolazioni e al terzo posto la Toscana (158).
Molti Paesi promuovono i veicoli elettrici, ma sono pochi quelli che hanno ottenuto un incremento delle vendite. Come? Grazie ai contributi economici a sostegno dell'acquisto del veicolo.
Il ritardo italiano rispetto al mercato dei veicoli elettrici è dovuto ai costi ancora piuttosto elevati per l'acquisto degli stessi, a una scarsa diffusione della rete di rifornimento e a una minor percentuale di popolazione urbana rispetto ad altri Paesi europei (Italia 68,7%, UK 82,6%, Paesi Bassi 90,5%, Francia 79,5%, Germania 75,3%).
Chi non vive in città infatti è meno propenso a utilizzare auto ad alimentazione elettrica a causa della loro minore autonomia.

I vantaggi

Le auto elettriche consumano meno rispetto alle auto alimentate con carburanti tradizionali. Gli utenti hanno poi l'opportunità, in molte città italiane, di avere l'accesso (senza limiti) a zone a traffico limitato e parcheggi gratuiti sulle strisce blu. Sono inoltre esenti dal pagamento della tassa di circolazione per 5 anni e, con alcune compagnie assicurative, hanno il 20% in meno di premio. Importantissimi, infine, la riduzione dell'inquinamento acustico e l'azzeramento delle emissioni di CO2 locali durante la guida.
Il consumatore, dunque, utilizzando un'auto elettrica, oltre a contribuire alla salvaguardia dell'ambiente ottiene anche una serie di benefici, come "il poter circolare con la propria vettura nelle corsie preferenziali destinate ai bus; vantaggi fiscali; permessi di parcheggio nelle aree centrali delle città; sussidi governativi come l'esenzione dalla tassa di acquisto, IVA, costi di pedaggio stradale, imposta di registro e tassa annuale di circolazione" afferma l'Anfia.
Attualmente, però, nel nostro Paese non sono ancora previsti incentivi pubblici all'acquisto di un'auto elettrica.

All'estero

In paesi come la Norvegia (mercato leader di auto elettriche nell'Unione Europea allargata) e Olanda, il governo ha incentivato l'acquisto di veicoli elettrici; in Olanda il governo ha anche reso onerosi i costi delle auto a combustione interna.
Occorre precisare che l'Olanda gode di una efficiente rete di trasporti pubblici e che inoltre la popolazione fa un grande utilizzo delle biciclette per gli spostamenti, soprattutto nei centri urbani. In Italia, per incentivare i consumatori nello stesso modo, sarebbe necessario prima di tutto un miglioramento della rete di trasporti pubblici, attualmente non omogenea su tutto il territorio pubblico. Si pensi inoltre che l'Italia ha un'altissima densità di circolazione e un uso di auto nei centri urbani superiore alla media di molte altre città europee.
Ci sono anche altri aspetti che scoraggiano dall'acquisto di veicoli ad alimentazione elettrica: la scarsa autonomia, i tempi di ricarica delle auto e l'elevato costo.
Inoltre, "per una mobilità futura che sia sempre più sostenibile, è necessario considerare, oltre agli effettivi miglioramenti che la ricerca porterà in termini di autonomia del veicolo, e di durata e costi delle batterie, anche il computo delle emissioni complessive per la produzione di elettricità destinate alle auto, lo sviluppo del mix energetico (che varia in ogni nazione) e l'adeguato sviluppo delle infrastrutture", spiega ancora l'Anfia.
Complessivamente, le vendite di auto ad alimentazione alternativa (come le ibride e le elettriche) crescono del 43% ad agosto 2017, rispetto ad agosto 2016 e rappresentano il 13% del mercato totale.
Che il mondo (italiano) delle auto, nonostante tutto, si stia avviando verso un futuro sempre più green?