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One man run: 24 ore no stop di corsa per la ricerca

05 / 12 / 2016 05-12


"Questa è l'ultima volta!" Anche i fenomeni alla Superman hanno pensieri molto umani. Lo
testimonia l'ultramaratoneta/ultratrail di Autovie Venete Sabato Cerchia - Tino
per tutti -  che dopo aver corso per 24 ore (filate!) all'edizione 2016 di Telethon, ha ripetuto a se stesso (come fa alla
fine di ogni ultra-gara) "è l'ultima volta!". "Ma è un pensiero che dura una
settimana -  spiega ? perché, passata la stanchezza vai subito a guardare quando è in calendario la prossima sfida". Per
far capire quanto sia dura un'impresa simile, può bastare un dato: 12mila sono stati "gli umani", che suddivisi in 453 squadre, hanno percorso il tracciato
udinese di 1 chilometro 330 metri per un'ora, passandosi il testimone della staffetta; solo 15, invece, i "pazzi" (detto
con la massima stima e invidia
) che hanno affrontato la corsa continua per un giorno intero  (partiti alle 15,00 di sabato, si sono fermati alle 15,00 del pomeriggio di domenica). Allucinazioni in agguato alla fine? "No, ma tanta emozione, quella sì. Capita ogni volta:
quando inizia l'ultima ora, gli occhi bruciano per l'emozione dell'impresa che
stai per portare a termine. Stavolta, poi, la manifestazione non era
agonistica, ma con un fine benefico (raccogliere fondi per la ricerca). Viene
vissuta diversamente, come una vera e propria festa anche perché il pubblico,
numeroso ad ogni ora del giorno e della notte, non ha nulla da invidiare -
fatte le debite proporzioni numeriche - a quello della celebre maratona di New
York". Ma come ci si prepara a correre per 24 ore di seguito? "Io mi alleno da
3 a 5 volte alla settimana. Il fisico conta, certo, ma è la mente quella che
svolge un ruolo fondamentale. Dopo 4 ore, infatti, a livello di energia il
fisico ha dato tutto. Il resto lo si ottiene "manipolando" la testa: ti dice
che sei stanco, che devi smetterla? Non la ascolti. Compare un dolorino? Continui,
sai che passerà. Non devi pensare, ma osservare il contesto che ti circonda
cercando di essere il più sciolto possibile. Soprattutto, mai chiederti "quanto
manca", perché la risposta potrebbe stroncarti". Nessun cedimento durante le 24
ore? "A parte tre soste per esigenze fisiologiche, ho sempre corso. Sono partito
piuttosto veloce, girando a 5 minuti e 45 al chilometro, poi ho cambiato
registro, trovando l'andatura costante che permette di non sprecare energie.
Alle 6 del mattino, quando correvo da 15 ore, ho accusato una crisi: avevo
freddo e sonno, ma è bastato un po' di riposo al calduccio dello stand
di Autovie Venete, per rifocillarmi e cambiarmi gli indumenti, e sono ripartito
quasi come nuovo". Tra le difficoltà impreviste,  i profumi provenienti dalle numerose grigliate
di carne approntate da qualche volontario lungo il tracciato : "Io sono
vegetariano, ma non sono insensibile al profumo delle costolette che arrivava
da questi "ristori" e che nelle gare di ultratrail che affronto in montagna non
ci sono. E' stata dura resistere e andare avanti a barrette energetiche, the,
frutta secca, crackers e grana". Alla fine sono stati 138 i chilometri percorsi
da Tino Cerchia. "Questa è l'ultima volta", ha pensato alla fine. Sapendo già
che non era vero?